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Organizzare un viaggio negli USA : cosa sapere?

Chiudi gli occhi e trattieni il respiro.
E ti butti.
Senti il vuoto sotto di te e poco dopo riemergi a galla, pensando che sia una delle cose più belle e divertenti mai fatte.
Mi sono sentita così dopo il primo viaggio fatto negli Stati Uniti, il trampolino di lancio per la mia voglia di viaggiare.

Ogni anno sono meta di milioni di turisti perché tra città simbolo della nuova era con grattacieli che svettano alti nei cieli, parchi naturali di una bellezza strabiliante e strade infinite ed immense, gli Stati Uniti d’America incarnano per eccellenza il sogno del vero on the road.

Proprio gli on the road sono i miei tipi di viaggio preferiti perché è così che si riesce a vivere a fondo l’esperienza di un viaggio, entrando in contatto con tante persone diverse e percorrendo miglia su miglia, perdendosi per poi ritrovarsi in zone che si rivelano essere in seguito le migliori di tutto il viaggio (o le peggiori, mai dire mai!).

Avendo all’attivo 10 viaggi negli States sono spesso il soggetto preferito a cui fare domande per l’organizzazione di un sogno, così ho deciso di mettere nero su bianco alcune piccole informazioni basilari per organizzare un viaggio negli USA.
Oranizzare On the road negli Stati Uniti

ORGANIZZARE UN VIAGGIO NEGLI USA: COSA SAPERE?

DOCUMENTI UTILI & PERMESSI

AUTORIZZAZIONE ESTA
Il programma ESTA è entrato in vigore il 12 gennaio 2009 e permette ai viaggiatori di ottenere l’autorizzazione di imbarcarsi su un volo con destinazione Stati Uniti. L’ingresso nel Paese sarà poi comunque autorizzato a discrezione delle autorità competenti doganali.
Si tratta di una procedura obbligatoria che consente ad un sistema elettronico di stabilire se un viaggiatore sia idoneo all’ingresso negli U.S.A. o se possa costituire un pericolo per le autorità e la sicurezza nazionale.
La richiesta dovrebbe essere inoltrata entro 72 ore dall’imbarco e la risposta arriva generalmente nel giro di pochi secondi.

Cosa sapere?

  • L’autorizzazione può essere richiesta da qualsiasi cittadino che risiede legalmente in uno dei Paesi che aderiscono al Visa Waiver Program, programma che consente di viaggiare senza visto.
  • Bisogna essere in possesso di un passaporto elettronico in corso di validità
  • Al momento della richiesta non bisogna essere in possesso di un visto come visitatori
  • La durata del viaggio deve essere inferiore a 90 giorni
  • Lo scopo del viaggio deve essere per affari o per piacere.

Cosa fare?
Bisogna collegarsi al sito ufficiale e seguire le istruzioni per la compilazione di una nuova domanda.
Il costo è di $ 14 ad autorizzazione (da pagare con carta di credito) e la validità è di due danni dalla data di autorizzazione o fino alla scadenza della validità del passaporto se questa si verifica prima.

A partire dal 1 aprile 2016, sara’ possibile registrarsi con ESTA solo ed esclusivamente con il passaporto elettronico con microchip elettronico inserito nella copertina (unico tipo di passaporto rilasciato in Italia dal 26 ottobre 2006).

Aggiornamento Gennaio 2016 “I viaggiatori, cittadini di Paesi aderenti al VWP ma che hanno effettuato viaggi (o risultano essere stati) in Iran, Iraq, Sudan o Siria a partire dal 1 marzo 2011 (fatte salve limitate eccezioni per viaggi diplomatici o per scopi militari in servizio di un paese VWP) e i cittadini di Paesi aderenti al VWP ed in possesso di doppia cittadinanza iraniana, irachena, sudanese o siriana non saranno più idonei a viaggiare e ad essere ammessi negli Stati Uniti nell’ambito del Visa Waiver Program (VWP)”.
Maggiori informazioni le trovate qui

AUTOMATED PASSPORT CONTROL (APC)
L’Automated Passport Control è un nuovo programma che velocizza le procedure di ingresso per i cittadini americani, canadesi o per i viaggiatori in possesso di un passaporto emesso da uno dei Paesi aderenti al Visa Waiver Program.
I viaggiatori provvederanno ad inserire i dati biografici, di volo e quelli da inserire generalmente sul modulo della Dogana direttamente a dei chioschi self-service, sveltendo così la pratica e decongestionando le file.
Una volta inseriti i dati verrà stampata una ricevuta da consegnare agli addetti che finalizzeranno l’ispezione per l’ingresso negli Stati Uniti.
Non tutti gli aeroporti sono già attrezzati per queste nuove procedure ma qui potete trovare un elenco aggiornato.
Io sono riuscita a provare per la prima volta questo tipo di procedura a Chicago, durante il mio viaggio di ottobre 2016.
Partiamo con il dire che questi chioschi sono dedicati a chi, non essendo cittadino americano, è già entrato altre volte negli Stati Uniti d’America; per chi arrivi per la prima volta in suolo americano troverà gli addetti che indicano il serpentone da seguire per poter accedere con le normali procedure di controllo.
Tornando al metodo self-service andate tranquillamente senza timori anche se non conoscete l’inglese perchè si può impostare anche la lingua italiana; in pratica bisogna solo scansionare il passaporto, inserire qualche piccolo dato utile (niente di più dei dati già inseriti per la richiesta dell’Esta) e poi procedere con le impronte digitali e la foto.
Una volta fatto tutto si ritira una piccola stampa, simile ad una carta d’imbarco, e la si consegnerà all’uscita all’addetto che vi timbrerà il passaporto.

VOLO

Il click più importante del viaggio.
Il momento in cui si prenota il volo l’adrenalina sale alle stelle!
Se conoscete già con certezza le date del vostro viaggio allora in genere è sempre meglio tenere monitorati i voli già da molti mesi prima, così da procedere all’acquisto nel momento migliore.
Scalo si o scalo no? Io preferisco i voli diretti per comodità, ma quando si tratta di voli lunghi uno scalo può sempre essere, oltre che obbligatorio, piacevole per sgranchirsi le gambe.
A proposito di scali: se quello in programma è negli USA cercate di avere sempre a disposizione almeno 3-4 ore di cambio perché effettuerete il controllo passaporti e immigrazioni proprio quando mettere piede sul suolo americano. Non vorrete mica perdere la coincidenza per colpa di una fila?

ITINERARIO

Fino a qualche anno fa ero un’attenta programmatrice, tant’è che per il mio on the road nella West Coast avevo un dettagliato itinerario pronto da almeno un anno.
Pur essendo diventata più soft in fase di organizzazione – forse perché con l’esperienza ho imparato a lasciarmi andare agli imprevisti, che mi regalano sempre le soddisfazioni migliori – credo comunque che la decisione, a grandi linee almeno, di un buon itinerario da seguire sia assolutamente utile quando si tratta di on the road in tempi contenuti (magari le canoniche 2-3 settimane disponibili che le persone come me hanno) e in un Paese così grande in cui le distanze sono veramente importanti.
Anni fa mi ero affidata all’ottimo Microsoft Street&Trips – che ho appena scoperto essere stato abbandonato – ma da quando sono passata ad Apple utilizzo il conosciutissimo Google Maps per avere un’idea dei chilometri da percorrere e per capire meglio le distanze.organizzare on the road Stati Uniti

 

PRENOTAZIONI: SI o NO?

Questa parola mette in disaccordo tanti viaggiatori: in molti sostengono che è sempre meglio non prenotare nulla (se non prima e ultima notte) così da essere liberi lungo il percorso e decidere giorno per giorno cosa fare.
Io sono sempre partita con delle tappe ben definite, in quanto purtroppo per gli on the road ci siamo sempre mossi in periodi di alta affluenza ed abbiamo sempre prenotato tutto prima di partire, anche per evitare di perdere troppo tempo alla ricerca di un alloggio.
Se ad esempio avete a disposizione solo il mese di agosto il mio consiglio è comunque di prenotare sicuramente gli alloggi vicino ai grandi parchi – da fare assolutamente con mesi di anticipo – e quelli nelle città più grandi.
Io mi affido spesso al conosciutissimo Booking per via della possibilità di pagare in loco – così da non spendere subito ed eventualmente cambiare idea in caso di un’offerta migliore.

Essendo on the road ovviamente sono immancabili anche i tipici motel americani, quelli che avete tanto sognato dopo aver visto i film dove le macchine parcheggiano proprio di fronte alla camera; un piccolo consiglio: alle tavole calde o direttamente nei motel ci sono dei dépliant con i codici sconto da utilizzare per le prenotazioni last second, nel caso decidiate all’ultimo momento di pernottare lungo la strada potrebbero tornarvi utili per risparmiare qualche soldino.

NOLEGGIO AUTO

Indispensabile per un on the road! Passerete così tanto tempo insieme che vi affezionerete alla vostra nuova amica a quattro ruote.
Negli USA (e in tutti gli altri Paesi) mi sono sempre affidata a Enoleggio ed ho sempre trovato ottime tariffe e assistenza.
Per quanto riguarda la patente io sono sempre partita senza fare quella internazionale, ma ammetto che potrebbero esserci dei problemi poiché ogni Stato decide se sia necessaria o meno la sua presenza.
Per evitare problemi sarebbe quindi sempre meglio avere con sé il permesso di guida internazionale, che si può richiedere alla motorizzazione oppure alle scuole guida o ancora all’ACI.
Qui un elenco dettagliato degli Stati che richiedono la patente internazionale.

Sempre riferito al noleggio auto collego il discorso navigatore: da quando viaggiamo on the road ho riscoperto l’uso delle cartine vere e proprie e me ne sono innamorata, mi fanno sentire veramente in viaggio. In barba alla perdita di tempo preferisco avere una cartina piuttosto che il navigatore, così da lasciarci sorprendere o da doverci fermare assolutamente per chiedere indicazioni.
Ovviamente se avete in programma anche delle città, le grandi città americane, forse è meglio averne uno per evitare di perdersi nel labirinto di vie. Potete noleggiarlo insieme all’auto ma il costo mi sembra sempre spropositato, quindi meglio caricarvi le mappe e portare il vostro.

Discorso a parte per la benzina: da quando abbiamo iniziato a fare questo tipo di viaggi ci hanno sempre raccomandato di fare il pieno non appena possibile e soprattutto di non rimanere mai in riserva perché può capitare, in alcune zone, di non incontrare una stazione di servizio per miglia e miglia.
E se possibile non fate mai benzina a ridosso dei grandi parchi: i prezzi si alzano alle stelle.
Una piccola nota per il rifornimento, visto che funziona diversamente rispetto all’Italia: se inserite la carta alla colonna self vi chiederà il codice postale quindi potete entrare a comunicare il numero della pompa e far strisciare la carta di credito, uscite a fare il pieno e quando rientrate vi addebiteranno l’importo corretto.map-1

 

ASSICURAZIONE

Tasto dolente ma assolutamente indispensabile.
Quando ci si reca in un Paese straniero è sempre buona norma essere coperti da un’assicurazione sanitaria, soprattutto negli Stati Uniti dove un semplice piccolo malanno può venire a costare tanto quanto il viaggio intero.
Per quanto mi riguarda io mi sono sempre affidata a ViaggiSicuri per via dei massimali e del prezzo.
Pur non avendone mai usufruito in prima persona, conosco personalmente più di una persona che invece l’ha dovuta utilizzare e mi è stato confermata la disponibilità nel contatto, la prontezza di intervento e anche la buona riuscita della questione rimborsi.
Ho più volte utilizzato anche Columbus Direct

On the road negli U.S.A.

MUOVERSI CON I MEZZI PUBBLICI

E di organizzare un viaggio negli USA con i mezzi pubblici non l’avete preso in considerazione?
Io il mio primo on the road negli Stati Uniti l’ho fatto proprio così e vi dirò che non vedo l’ora di ripetere l’esperienza.
Se è vero che muovendosi in auto si ha più autonomia e si può variare di più l’itinerario è anche vero che con i mezzi pubblici si entra in contatto con un’altra realtà, quella vera di chi il luogo lo vive giornalmente.

Io sono riuscita a muovermi da New York a Washington, passando per Philadelphia, utilizzando i treni Amtrak, sempre puntualissimi e pulitissimi.
Non preoccupatevi pendolari che utilizzate i treni italiani tutti i giorni, vi assicuro che non centrano nulla!
Un’alternativa più lenta ma sempre storica è data dalla possibilità di muoversi in bus con la famosa compagnia Greyhound, che collega più di 3800 città del Nord America, oppure con gli economici Bolt Bus – testato personalmente nella tratta NYC-Boston e promosso a pieni voti – oppure i Megabus.

Avete qualche altro consiglio da inserire in lista? Scrivetemelo nei commenti e sarò contenta di aggiungerlo!

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19 Comments

  • Gennaro

    Ciao Elisa

    Complimento per l’articolo.
    Sto programmando un viaggio negli USA per il mese di agosto entrando dal Mexico (Tijuana oppure El Paso), avrei circa 1 mese a disposizione.
    Domanda numero uno: viaggiando da solo mi sposterei con i bus, che tu sappia con questi riesco ad arrivare fino ai parchi? Almeno quelli del Sud Ovest?
    Domanda numero due: ostelli “diciamo” economici ci ssono soprattutto nelle città “vicino” ai parchi??

    Grazie per le preziose info.

    23/06/2016 at 12:30 AM
    • Elisa - Tripvillage
      Elisa - Tripvillage

      Ciao Gennario! Scusa il ritardo..
      Accidenti, 1 mese!! Che bello 🙂
      Allora con i bus sicuramente arrivi nelle grandi città limitrofe ma devo informarmi se raggiungono anche i parchi (purtroppo ho fatto solo tour in auto).. provo a vedere! Ti piacerebbe fare il classico giro dei parchi del sud-ovest?
      Ostelli nei paesini vicino ai parchi non ne ho visti… trovi per lo più motel! Il fatto é che essendo agosto non so quanto possano essere “economici”

      28/06/2016 at 7:25 AM
  • flavia

    Wow! Questo post è davvero esaustivo e utile! Ho sempre pensato di fare un road trip in America, ma sinceramente non avrei immaginato tutte queste cose burocratiche e forse non avrei saputo da che punto partire. Sicuramente salverò questo post per quando sarà la mia occasione. Spero non troppo tardi!! 😀

    27/04/2016 at 9:55 PM
    • Elisa - Tripvillage
      Elisa - Tripvillage

      Ma grazie Flavia!!
      Ho nelle bozze altri post sui viaggi USA ma ultimamente purtroppo non riesco a dedicarmici come vorrei..spero di poterlo fare presto!
      Per quanto riguarda i road trip in America non farti spaventare, basta essere un attimo informati e poi l’importante è godersi i paesaggi 🙂
      Se hai bisogno di aiuto io sono qui!!

      28/04/2016 at 2:49 PM
  • Lucia

    Questo mi sarà molto, molto utile!
    Per la prenotazione hanno consigliato anche a me di prenotare in anticipo… anche se non mi piace molto per un viaggio del genere 🙁

    18/01/2016 at 9:54 PM
    • Elisa - Tripvillage
      Elisa - Tripvillage

      Quando andrai? Sai .. secondo me dipende anche da come siamo abituati a viaggiare!
      Questo é un consiglio che ho dato a chi magari ha meno esperienza..poi se voi siete in due secondo me riuscite a gestirvi meglio!
      dipende anche dalle zone, secondo me puoi lasciarti un po’ di libertà e poi qualcosa lo prenoti così se vuoi dormire in un determinato posto sei sicura. Ad esempio nei parchi a ridosso delle “grandi ferie” o prenoti mesi prima o non trovi nulla!
      Il primo on the road che ho organizzato ho dovuto prenotare per forza perché eravamo in 6 e viaggiavamo in agosto

      19/01/2016 at 10:48 AM
  • Pam | a Blonde around the World

    Io al contrario tuo invece di viaggi in USA ne ho solo due, di cui solo uno on the road, ma concordo con tutto quello che hai scritto! Anch’io faccio sempre l’assicurazione, è una delle cose che reputo più importanti! E anch’io prenoto in genere sempre tutto, anche se ultimamente sto cercando di vivere più alla giornata, inclusi i viaggi!

    09/01/2016 at 12:29 AM
    • Elisa - Tripvillage
      Elisa - Tripvillage

      Grazie Pam! guarda ti dirò che anche io prima prenotavo tutto ma ultimamente sto facendo come te…Ci si gode di più quello che ci capita, no?
      Per l’assicurazione ho sentito cifre spaventose di amici che ne hanno avuto bisogno :/

      11/01/2016 at 10:16 AM
  • Fabionodariphoto.com

    Grazie per le dritte.. 😉

    04/01/2016 at 6:54 AM
  • Manuela

    Ottimo articolo, pieno di spunti utili per il viaggio dei viaggi!
    Voglio andarci, sia chiaro, ma per il momento preferisco optare per altro, più che altro per una questione economica. Vorrei fare questo viaggio al top, in tutti i sensi!
    Chissà quando cederò Eli 🙂

    31/12/2015 at 11:28 AM
    • Elisa - Tripvillage
      Elisa - Tripvillage

      Capisco Manu…sono viaggi completamente diversi rispetto al budget del Sud Est Asiatico, che abbiamo provato e stiamo già sognando per la prossima futura meta!
      Ho risparmiato per più di un anno per il primo vero on the road nella West Coast e poi c’era anche un ottimo cambio (incide pure quello!); l’anno scorso abbiamo rinunciato anche noi per via del prezzo :/

      Vedrai che prima o poi te lo godrai!

      31/12/2015 at 1:34 PM
  • LaVale

    Per quanto riguarda gli hotel, per il mio viaggio negli USA di quest’estate ho usato parecchio anche hotels.com: a volte la stessa struttura costava meno lì che su booking.com.
    E in agosto consiglio di prenotare prima anche la zona di Cape Cod: a mesi di distanza, abbiamo fatto fatica a trovare una sistemazione a un prezzo ragionevole! Sotto data – a quel che dicono – diventa praticamente impossibile.
    Infine, grazie per il codice sconto: incrociando le dita, ne avrò giusto bisogno entro fine gennaio! 😉

    Buonissimo 2016, un abbraccio
    Vale

    28/12/2015 at 2:11 PM
    • Elisa - Tripvillage
      Elisa - Tripvillage

      Ciao Vale!! Hai ragione… Hotels.com lo uso spesso anche io! Lo aggiungo subito! E’ comodo perchè in questo caso paghi prima e durante il viaggio non tiri fuori i soldi 😉
      Ad agosto credo sia il caso di prenotare ovunque alla fine, perchè la maggior parte delle persone su muove in quel periodo! Io sinceramente non mi fiderei, se dovessi ripartire ad agosto, a non prenotare nulla!
      Viaggisicuri ti confermo che è affidabile, soprattutto grazie alle conferme degli amici per quanto riguarda l’assistenza diretta e il rimborso, che non è cosa da poco!
      Hai in programma un nuovo viaggio? 🙂 io spero di prenotare presto!!

      28/12/2015 at 2:28 PM
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